Fiera

Visita alla fiera dell’artigianato di Milano 2015

Visita alla fiera dell’artigianato

Anche quest’anno non potevo mancare all’appuntamento fiera dell’artigianato di Milano a Rho. Come suggerisce il nome si possono trovare stand con tantissimi accessori per la casa, abbigliamento ed altro ancora. Ma quello che interessa a me sono gli artigiani del cibo e i quasi 60 ristoranti tipici del mondo.
Come di consueto la primissima tappa è nel Trentino (padiglione 1) per la colazione a base di strudel con panna e frutti di bosco, seguito da un caffè della zona Campania e qui noto con piacere che hanno aumentato le aree di degustazione, dove ci si può mettere comodi per assaggiare con calma le delizie che la fiera propone. Dopo questa colazione da campioni finisco il padiglione 1 e già si è fatta l’ora di pranzo. Opto per un hamburger da 200g di carne chianina DOC adocchiato nell’area della Toscana. Con tutta questa energia passo al padiglione 3, dove gli stand a tema alimentare sono maggiori nelle zone del sud Italia rispetto a a quelle del nord, ma tutti questi pensieri svaniscono davanti allo stand dei torroncini della Calabria acquistati a manate. Nel padiglione 2 dove Sicilia e Sardegna occupano gli spazi più grandi con tra cannoli, arancini, bottarga, pistacchi e tante altre specialità. Anche qua come da rituale, scatta la pausa cannolo con granella di pistacchi ( farcito al momento) e caffè siciliano. Infine al padiglione 6 completo la visita degli stand italiani tra i mastri romagnoli intenti a stendere la pasta. A cena provo un piatto del ristorante vegano per celiaci pensando di stare leggero, ma poi non riesco a resistere ad un trancio di focaccia di Recco 😛
Stanco per il viaggio e per  la camminata, decido di tornare in hotel per poi  riprendere la visita il giorno successivo.

La colazione del secondo giorno è a base di brioches farcita di gelato accompagnata da un cappuccino, in uno stand siciliano. Con la pancia piena posso incamminarmi verso il padiglione 10 dove si possono trovare una parte degli espositori dell’Asia. Descriverei l’India con una sola parola… sciarpe, sciarpe e nuovamente sciarpe, infatti per quanto riguarda gli espositori sono, a mio avviso, tutti uguali e ho  visto soltanto  un misero stand con qualche spezia, ma niente di serio. Quello che si trova in abbondanza è la frutta candita, ma quella la si trova anche nei padiglioni italiani. Con l’aperitivo indiano a base di pakora vegetariani ed il pranzo del ristorante del Bangladesh appago la mia voglia di mangiare speziato anche se, a parer mio, c’era poca salsa nel piatto. Mi avvio verso i padiglioni 5 e 7 dove sono ospitate l’Europa e l’Africa. Appena entrato vengo attirato dalla zona di degustazione spagnola con tantissimi piatti a disposizione, ma visto che mi manca il dolcetto. Opto per un cartoccio di churros (prossimamente vi insegnerò come prepararli 😉 ) accompagnato da dulce de leche e, soddisfatto, continuo con la visita in quelli che mi sembrano i padiglioni con la maggior concentrazione di ristoranti e dall’atmosfera più scatenata, dove le esibizioni canore e danzanti di Spagna, Irlanda ed Africa Centrale si fanno sentire. Nella zona africana trovo qualche stand di spezie, ma nella maggior parte dei casi ,sono già macinate (preferisco sempre macinarmele io). Per cena ritorno in Italia, più precisamente in Veneto, per assaggiare i bigoli conditi con  salsa di acciughe. E dopo questa lunga giornata, un  buon caffè campano, prima di tornare in albergo.

Il terzo giorno mi rimane da visitare il padiglione 14 che ospita America e Asia. Una centrifuga di frutti esotici filippini ed un caffè colombiano mi danno la carica. Per essere ancora più sprint, passando davanti al bar brasiliano, non posso resistere e mi bevo un altro caffè. Nella piccola area dedicata al Giappone, passo tra i vari stand senza trovarne uno a tema sushi, ci hanno provato nella zona coreana, ma il risultato non è dei migliori. Quelli che non mancano, invece, sono i datteri dell’Iran che vengono proposti forse da un po’ troppi stand. Per pranzo la mia scelta iniziale cade sul ristorante Thai, ma una volta visto i prezzi (non si può vendere un piatto di pad thai alle verdure in porzione minuscola a 10€ quando, per un piattone di bigoli alle acciughe, ne ho pagati 9 e la pasta era trafilata al momento) preferisco spendere qualcosa in più ma andare a mangiare carne al ristorante venezuelano. Per concludere al meglio la mia visita, ritorno in Sicilia per gustarmi una deliziosa cassata e termino così la mia “avventura”. La Fiera Dell’Artiginato è un appuntamento  sempre piacevole che ripeterò anche il prossimo anno.

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